Una storia per una grafica: Elisa Ferrarini

Benvenuto nel primo articolo di questo progetto al quale tengo molto che si può riassumere nel voler condividere le storie di vita delle persone che hanno scelto i prodotti di Bee in a Nest nel mio primo anno di attività e per allargare una rete di conoscenze qui nella nostra Verona e provincia, con anche la speranza di umanizzare i prodotti artigianali che ogni giorno io e molti altri creativi vi proponiamo.

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Oggi Elisa mi accoglie nella sua splendida casa su una delle collinette di Mazzurega in Valpolicella tra olivi e vigneti.

Quando entro in casa respiro un aria tranquilla e rilassata, in ogni angolo dove cade il mio sguardo c’é un gatto che mi guarda con sospetto e in pochi secondi mi viene ad accogliere con grandi salti l’agitatissimo Ulisse il giovane Labrador che come tanti degli animali nella casa é stato accolto con amore da questa famiglia quando non aveva più un posto dove stare.

Elisa é la prima persona alla quale ho chiesto di fare una di queste interviste, quindi siamo entrambe agitate e ce la ridiamo un sacco sotto i baffi. Ho scelto lei come prima protagonista di questa rubrica perché é stata una delle prime persone a richiedermi un lavoro personalizzato appena tornata da Londra per l’associazione giovanile FJÓ e da allora si é instaurato un rapporto di amicizia il quale mi ha portato a conoscerla e rimanere stupita dalle tante esperienze fatte ad una così giovane eta.

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Elisa Ferrarini ha uno sguardo dolce e i modi gentili ma basta stare con lei pochi minuti per capire che nasconde uno spirito pieno di energia e voglia di cambiare le cose per il suo territorio. 

Studentessa alla facoltà di Enologia e Viticoltura di San Floriano Elisa collabora attivamente per progetti e attività giovanili già dal 2014 e ad oggi a soli 25 anni veste l’incarico di Assessore al turismo, agricoltura, attività produttive e commercio, presso il Comune di Fumane. Sostiene con convinzione i gruppi giovanili sul territorio e ogni giorno dimostra con le sue azioni il desiderio di migliorare la Valpolicella partendo dalle basi impegnandosi allo stesso tempo nel far cambiare l’idea antiquata sulle nuove generazioni spingendo anche gli altri giovani a far sentire la loro voce. 

Mi racconta che tra le tante attività che svolge c’é anche quella di aiutare regolarmente al ristorante di famiglia l’Enoteca Della Valpolicella, lavoro che ama perché la tiene a stretto contatto con persone molto interessanti.

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Ciao Elisa, grazie per esserti prestata oggi, per iniziare vuoi raccontarmi un poco della tuo percorso in politica?

Certo (dice tentando di spostare Ulisse che ha deciso di sdraiarsi su di lei), tutto un po' nasce dai tempi del liceo, all’inizio ero appassionata di filosofia e quindi mi sono sempre sentita attaccata ai principi più che alle politiche di per sé. Poi ho iniziato a frequentare le assemblee e i ritrovi dei movimenti giovanili della Travi che organizzava la lista civica della quale ora faccio parte anch’io. Ai tempi mi trovavo a partecipare a molte serate culturali frequentando un ricco gruppo di persone interessate alla salvaguardia del nostro territorio. Circa nel 2014 i miei compagni mi hanno chiesto di candidarmi alla giunta comunale e anche se ai tempi non ero convinta ancora di poter ricoprire tale ruolo, perché ero occupata con i miei studi di Giurisprudenza a Trento, alla fine mi buttai. 

All’inizio di questo percorso svolgevo la mia mansione sempre in gruppo portando avanti solo i progetti che l’intero movimento proponeva.

Negli anni seguenti mi sono sempre trovata coinvolta nel direttivo della lista civica per vari progetti sentendo la voglia di fare di più crescere in me. Nell’estate del 2017 si é aperta un’occasione per entrare nel consiglio comunale come prima della lista degli eletti del Direttivo. Da quando il mio ruolo é cambiato in questi pochi mesi mi sono accorta che sono riuscita a fare da sola molte delle cose che in gruppo con assenza di ufficialità e scadenze non siamo riusciti a terminare. Da un punto di vista personale questa é stata per me una soddisfazione perché prima pensavo che sarei riuscita a fare le cose solo se ci fosse stato qualcuno che ad aiutarmi e invece ho capito che nonostante la burocrazia della politica che non ti porta ad avere dei risultati immediati ho raggiunto dei traguardi che mi hanno lasciato davvero soddisfatta.

 
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Come vedi il tuo futuro in politica?

mmmm… In realtà ci ho pensato molto però il mio desiderio di lavorare in politica è strettamente legato alla voglia di migliorare questo territorio. Probabilmente se le cose andassero bene non so quanto mi interesserebbe far politica altrove, quindi è proprio un esigenza che nasce dal voler migliorare ciò che amo quindi questo territorio.

Cosa ti ha spinto a scegliere un percorso di studi cosi specifico come Enologia e Viticoltura, da dove nasce questa tua passione?

In realtà questo percorso parte come dicevo con la Facoltà di Giurisprudenza perché volendo avere un ruolo attivo per cambiare le cose dopo il liceo mi vedevo già in una carriera politica e nel caso non fosse andata bene avrei voluto diventare magistrato. Nel tempo però ho capito che l’indirizzo percorso non era il mio e che per portare beneficio e cambiamenti alla Valpolicella non c'era bisogno di diventare magistrato o avvocato ma visto e considerato la grande infarinatura che ho alle spalle nell'ambito del vino mi sembrava naturale fare questa scelta quindi con qualche contrasto in famiglia ho cambiato percorso di studi.

Penso che questa passione nasca con naturalezza dai miei genitori e dall’influenza positiva che hanno avuto su di me. Loro stessi nel passato hanno scelto la Valpolicella come casa, luogo meraviglioso che si può solo amare per la sua bellezza e per la tradizione. 

Entrambi hanno fatto della loro uguale passione per il territorio e per il vino rispettivamente i loro lavori: il mio papà come enologo e mia madre come ristoratrice. Di conseguenza sono cresciuta letteralmente a pane e vino vivendo le mie giornate al ristorante con gli amici di mio padre e i suoi colleghi che sono sempre stati persone intelligenti ed illuminanti che mi hanno dato l'opportunità di spunti di riflessione e significato di ciò delle cose che vedevo intorno a me. Questo modo di vivere non è stato mai un’imposizione, i miei genitori mi hanno sempre lasciato fare quello che volevo e mi sono trovata naturalmente inserita in un mondo che mi piace moltissimo.

 
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Quali sono le difficoltà di questo ambiente?

Hehe (Ely ridacchia nervosamente) ogni tanto mi dico “ma chi me l'ha fatta fare” perché a volte lavorare in questo campo può essere un martirio. È un ambiente dove non ci sono miei coetanei quindi a differenza di altre professioni che ti portano a collaborare con persone della tua età io mi trovo spesso davanti a battaglie, come quella per far capire l'importanza della comunicazione online che ad oggi dovrebbe essere basilare e invece non si riesce a farli arrivare lì. 

Bisognerebbe investire molto dal punto di vista dell'informazione sul web e invece ci si accontenta di continuare a lavorare nella maniera tradizionale quindi è un mondo che a volte sta un po' stretto, mi piacerebbe che ci fosse più partecipazione. No però, solo d'altro canto mi riesce inevitabile fare questo lavoro e non riesco a immaginarmi a fare nient’altro.

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Puoi parlarmi della tua missione attuale?

Tra le tante missioni che ho quella che potrebbe darmi più orgoglio quando completata è quella della creazione di un centro di studi in Valpolicella per la politica economica e agricola territoriale orientata sui giovani che è una cosa che qui manca del tutto. Questo progetto inizierà probabilmente alla fine del 2018 con un corso di specializzazione che farà l'università proprio sulla politica e la governance da parte dei giovani amministratori legata alla Valpolicella. In pratica mi sono creata su misura una cosa che non esisteva!

Questa idea era nata da principio tra persone vicino a me poi ho voluto svilupparla all'interno dell'università coinvolgendo uno dei miei professori. All’inizio avevo proposto di inserire l’argomento nel Suo corso e invece alla fine le cose hanno preso una piega molto positiva. Infatti il progetto è piaciuto al prorettore della facoltà e questa nostra idea diventerà un vero e proprio corso di perfezionamento e di aggiornamento. Questo risultato mi dà molta soddisfazione perché sarà scritta nero su bianco la mia partecipazione quando per molti altri progetti del passato non è andata così.

 

Dove vedi il tuo futuro da qui a 5 anni?

(Lunga pausa di riflessione) Questa è una domanda molto difficile ed é la ragione per cui non dormo di notte!

Io mi sono data un termine che è Maggio 2019. Per allora saprò se avremo vinto le elezioni comunali oppure no. Se le avrò vinte probabilmente avrò un ruolo abbastanza definito come consigliera, in quel caso sarei legata a queste zone e potrei continuare anche ad aiutare mia madre nel ristorante di famiglia. Nel caso non vincessi alle elezioni probabilmente mi si aprirà un mondo nuovo al quale faccio fatica a pensare adesso. È molto difficile puntare tutto sulla politica perché un giorno c’é e l’altro no.

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In quel caso mi troverei a lavorare molto di più sulle competenze che ho acquisito durante il percorso di studi ed ecco perché sto pensando a un’ulteriore specializzazione in Marketing e Comunicazione nonostante temo di far fatica a occuparmi del brand di altre aziende, forse perché, avendo sempre avuto attività di famiglia, non riesco proprio a vedermi dipendente di qualcuno. 

Per ora cerco di non pensarci e mi concentro sulla politica mirando alle prossime elezioni.

 

La giornata fuori é troppo bella e spostiamo la nostra conversazione nel giardino...

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Passiamo a qualche argomento più leggero, qual è un idolo della tua vita al quale ti ispiri nella tua crescita personale?

Caspita, io non ho un idolo reale ma immagino tante caratteristiche della persona che vorrei diventare, però non esiste una persona reale che le incarni tutte.

Se ci penso mi piacerebbe come idolo una persona equilibrata che sa cosa vuole, determinata ma che non perda il contatto umano con le persone.

 Inoltre anche se forse é una risposta un po’ banale i miei genitori sono in parte degli idoli perché hanno vissuto una vita appassionante quindi non tanto perché sono i miei genitori ma per un esempio più vicino di persone che vivono la loro passione. In effetti poi cerco di circondarmi da persone così che seguono la propria passione per crearne un lavoro tipo “ok, questo lo faccio 8 ore al giorno ma non è un lavoro è quello che sono ,è quello che mi piace fare” e secondo me l'obiettivo della vita è che tu riesca a far coincidere le due cose al massimo.

 

So che anche tu sei una grande sostenitrice di prodotti artigianali, cosa ti spinge a scegliere le creazioni degli artisti / artigiani del territorio?

Penso che sia importante il sostegno dei prodotti locali perché venendo io stessa in qualche modo da una famiglia di artigiani riesco a capire il valore di tutto quel tempo speso per la produzione, la passione e la dedizione che metti nelle cose quando hanno poi il tuo nome. Quindi secondo me c'è un valore aggiunto nell’unicità del pezzo che acquisti, per esempio questa maglietta non sono l'unica ad averla però il fatto che ho potuto personalizzarla il più possibile è una cosa che mi fa sentire speciale, tra l’altro oltre a conosce la storia dell’illustrazione conosci anche l’artista/artigiana che c’è dietro e così é anche un modo per connettere le persone, cosa che una maglietta bianca o un oggetto seriale non fa.

Tra l’altro la produzione locale è importante perché crea ricchezza nel territorio non solamente a livello prettamente economico ma proprio per il fatto che emerge che in quell’area si riesce ad offrire tutta una serie di artisti e artigiani che fanno qualcosa di unico rendendolo più interessante e ricco.

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Cosa pensi dei socials per le attività artigianali, ti capita mai di usufruirne per trovare nuovi prodotti?

Sì assolutamente!
Per esempio io trovo interessantissimo che si sta parlando in un gruppo di amici per un regalo da fare a qualcuno ed ecco che regolarmente c’é chi dice “potremmo andare da questa persona perché fa un certo tipo di prodotto”.  Ed ecco che qualcuno apre e condivide una pagina su Instagram e lì nascono discussioni come per esempio: "Ma sai che questa persona lavora con quest'altra Artigiana per fare questo prodotto?”, quindi inizi a scoprire nuove realtà e te ne appassioni e inevitabilmente diventa questo il nuovo modo di comunicare e di fare pubblicità quindi il passaparola è amplificato all'ennesima potenza. Io per esempio ho una collega di lavoro che avendo visto questa maglietta mi ha detto che le piaceva lo stile perché le ricordava un tatuaggio e allora le ho raccontato la tua storia e lei ha subito iniziato a seguirti con interesse. Ed é cosi anche per altri brand come Ribes Nero di Giulia dal Bosco o altri artigiani che seguo. Entri in una rete veramente ampissima! Quindi sì, bisogna puntare sui social, è una cosa molto utile per condividere la bellezza di una storia dietro un prodotto.

 
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Bene ci siamo, ultima domanda ma fondamentale: perché hai scelto tra tutte le grafiche “The Lovers?

Questa illustrazione è una delle prime che ti ho visto fare su tessuto, mi ricordo che l'avevo vista quando ci conoscevamo da pochissimo più di un anno fa e quando l'ho vista ne sono stata colpita. 

All’inizio ero in dubbio tra questa e Autunno perché amo molto l'uso che fai delle mani e inoltre mi piaceva il fatto che entrambe queste grafiche sono una mezza stagione primavera e autunno, stagioni che Io amo entrambe e quando ho visto la primavera mi ha dato subito un senso di serenità e forse perché queste mani non sai di chi sono lascia uno spazio dell’interpretazione. Nonostante tu l’abbia intitolata Lovers a me danno l'idea di amicizia e di solidarietà nell’aiutarsi e dello stare insieme, mi ha colpito tantissimo l'equilibrio che c'è in questa grafica perché è veramente bilanciata e una delle cose a cui aspiro è proprio l'equilibrio e il fatto di vederla mi dà una sensazione rilassante e calmante ed essendo io per natura poco rilassata quando l'ho vista ho detto: “oddio è proprio la mia”.
Mi ricordo che all'inizio, prima di decidere di stampare questa, sono andata a vedere le tue grafiche più recenti però alla fine sono tornata al mio primo amore. Questa è stata una delle prime cose che ho visto di te ed è rimasta come impatto.

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Qui la nostra conversazione si conclude, subito dopo abbiamo passato un po’ di tempo a coccolare gatti, fare qualche foto stupidella e a mirare il panorama di una rara giornata di sole. È stato per me un piacere trovarmi qui oggi, la storia di Elisa e tutti i suoi impegni mi hanno dato energia per fare molto di più!

Fatemi sapere cosa pensate di questa rubrica e della storia di Elisa, perché a me é piaciuta molto.

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Nelle prossime settimane pubblicherò nuove storie nell’intento di conoscerci meglio e come dice Elisa di allargare questa rete per poter dare un contatto più umano al lavoro che facciamo ogni giorno

A presto e ricordate: il miglior aiuto che potete dare a un piccolo artista e artigiano é il passaparola! 

Un abbraccio ❤️
Michela